Evasione fiscale e pirateria musicale. Sogni a confronto

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Come per la pirateria musicale, i conti televisivi sul recupero dell’evasione fiscale sono basati su wishful thinking senza aderenza con la realtà. Ecco perché…

Mi hanno sempre molto divertito i calcoli dell’industria discografica e cinematografica per quanto riguarda il fenomeno della pirateria. “Il mercato pirata vale xmila miliardi!”, tuonano, ed è facile immaginarli con la bava alla bocca e il sangue agli occhi per i mancati guadagni. Solo al pensiero di quelle cifre vorrebbero mettere alla gogna chiunque scarichi Gigliola Cinquetti, per vedere così le casse riempirsi di bigliettoni.

Peccato che così non è. Si tratta di puro wishful thinking. Come sa chiunque sia pratico della Rete, chi scarica materiale pirata per il 90% non si sognerebbe mai di spender soldi per comprare il CD, o il biglietto del cinema. I motivi sono moltissimi: dai ragazzini fissati che scaricano compulsivamente qualsiasi cosa capiti a tiro, senza magari neppure ascoltarla; a chi scarica “tanto per provare”, e certo non spenderebbe decine di euro “per provare”; a quelli che scaricano un filmaccio comico per una serata con gli amici, ma mai pagherebbero per vedere simili porcherie; a coloro che sono impossibilitati ad uscire di casa (figli piccoli, persone anziane, ammalati) e quindi non andrebbero comunque al cinema; ai più, per finire, che scaricano materiale gratuito per cronica mancanza di soldi. Se fosse loro impedito di farlo, si limiterebbero a rinunciare. Sicuramente ne dimentico altri.

I ghiotti calcoli delle major finiscono così subito nella spazzatura. Calcolare “tot terabyte di downloads = tot miliardi di guadagno mancato” è infatti operazione di un’idiozia assoluta. Il guadagno mancato effettivo sarà si e no il 10% di tutti i download.

La stessa cosa, pare a me, vale per l’evasione fiscale. Quando sento parlare di centinaia di miliardi di evasione, o in altri casi del 20% del PIL, sbalordisco all’idea che qualcuno ritenga che, obbligando in qualche modo tutti costoro a pagare, questi soldi entrerebbero magicamente nelle casse dello Stato. Ogni anno, per giunta. Ma vi rendete conto di cosa è il 20% del PIL? Significa, conto della serva, che il 10% del PIL dovrebbe essere dirottato di punto in bianco dalle attività produttive alle casse statali. Una cifra enorme, capace di scassare qualsiasi sistema economico. Significherebbe chiusura dalla sera alla mattina di migliaia di aziende, e quindi buonanotte ai tanto sognati miliardi, che si ridurrebbero a ben poca cosa nel giro di breve. Con l’aggiunta della devastazione sociale ed economica dell’intero Paese, visto che ogni azienda si porterebbe dietro dipendenti disoccupati, fornitori con un pugno di mosche, territorio in pezzi.

E’ sbagliato evadere, ed è sbagliato scaricare roba pirata (lo scrivo, così evitiamo i commenti ottusi). Ma è sbagliato anche illudersi scioccamente che si possa veder piovere denaro dal cielo. I fatti sono questi, milioni di “pirati” non comprerebbero proprio un bel nulla, e milioni di evasori non pagherebbero comunque tasse perché semplicemente dovrebbero chiudere. Ben gli sta, così imparano? Certo, ben gli sta. Anche se, come dice il saggio cinese, dovremmo prestare molta attenzione a ciò che desideriamo.

http://crisis.blogosfere.it/2011/12/evasione-fiscale-e-pirateria-musicale-sogni-a-confronto.html

Scelto per Voi da PEPE RAMONE

 

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