Il Rock è morto (…Marcuse latita, e anche il giornalismo non si sente molto bene).

Al dunque…  le questioni sono due: la seconda è la scomparsa del “rock” dalle classifiche e la presunta irrilevanza o incapacità del “rock” (virgolette d’obbligo pena il ridicolo) contemporaneo di intercettare e farsi portavoce delle istanze delle giovani generazioni di “contestatori” (virgolette d’obbligo pena il ridicolo), la prima, più semplice da liquidare, riguarda lo constatazione dello stato comatoso del sedicente “giornalismo musicale” (virgolette d’obbligo pena il ridicolo,  d’ora in poi -v.o.p.r.-) in Italia.

Lo spunto ce lo da l’ennesimo illuminante articolo del 6 Gennaio 2012 (..occhio, la data è importante…) di Gino Castaldo, cui appannaggio è la pagina musicale del più diffuso quotidiano d’Italia, quello che determina l’agenda dell’italico ciarlare. Articolo che ha determinato un fervido “dibattito” (v.o.p.r.) su internet e non solo (vedi ad esempio  qui, qui , qui, qui e qui ).

In Il grande silenzio del rock “Questa volta è finita davvero”  (perchè è virgolettato?) infatti il pensoso Castaldo (risvegliato da un prolungato letargo?) si accorge di come il “rock stia praticamente scomparendo dalle classifiche, lasciando il posto a un dominio pressoché assoluto del pop commerciale.” Sorbole!!! Non ce ne eravamo accorti!!

Eppure il buon Castaldo ci aveva provato a tenere alto l’interesse per il “rock” (v.o.p.r.) e soprattutto si era prodigato di attenzioni nei confronti dei “ggiovani”(v.o.p.r.) !! Ripercorriamo infatti il prode operare del nostro a favore della Causa attraverso i titoli dei suoi articoli degli ultimi anni (non ridete, vi prego): “Sereno per niente” I tormenti di Tiziano , Baglioni: “La musica mi salva da questa brutta epoca”, La promessa di McCartney “Io e Ringo ancora assieme”, Califano si racconta: “Così Craxi mi aiutò a uscire dal carcere”, Il mantra segreto di Battisti-Mogol Tre accordi durati quarant’anni, “Il problema della scuola? Non è pop” La ricetta di Frankie Hi Nrg per prof e studenti , Symphonicity, il viaggio di Sting nell’universo della “classica”, Zucchero, confessioni di un uomo “soul”, Sogno di inizio estate Noemi canta la Notte rosa, Per il concerto a impatto zero nasce il “palco a pedali”, Ringo Starr: “Suonare con Paul? Impossibile, lui è troppo occupato”, Bob Marley, il re del terzo mondo “I soldi non possono comprare la vita”, I Têtes de Bois presentano “Goodbike” spettacolo-concerto dedicato alla bicicletta, S.C.O.T.C.H., l’acronimo di Silvestri Canzoni-cerotto per aggiustare la realtà, Noemi, da X-Factor alla serie A “Mi ha chiamato Vasco Rossi”, Negramaro, niente mezze misure “Adesso bisogna essere estremi”La verità di Tiziano Ferro “Io, felice di essere gay”Ferro: “Sono omosessuale e ho la libertà di poterlo dire”, Eminem, il rapper diventa buono la conversione divide i fan, Emanuele Filiberto, un principe a Sanremo “Canto l’amore per l’Italia”, Jovanotti: “Il mio anno pazzesco tra la vita la morte e il successo”Dopo 20 anni tornano gli Spandau “Rock e melodia, l’Italia ci ama”, Lady Gaga, macchina da guerra   etc….

…già, Lady Gaga, di cui il Castaldo piange il dominio nelle classifiche… Ma lo sapete quanti articoli ha dedicato La Repubblica all’inquietante fenomeno dai risvolti orwelliani? Centoquarantatre (143!!!) dal 31 ottobre 2009 ad oggi. Da notare poi l’accostamento della parola “rock” a fenomeni che niente hanno a che vedere con la (pur generica) definizione, accostato di volta in volta a Spandau Ballet, Madonna, Jovanotti…

Ma la questione delle “classifiche” è ancora più curiosa e invoca una domanda in grado di suscitare l’ilarità di qualsiasi (pur marginale) “addetto ai lavori”, infatti, ci si chiede: di quali “classifiche” parla Castaldo????   Non esiste infatti più da decenni un meccanismo in grado di valutare e comparare la diffusione e la notorietà dei fenomeni musicali, tanto vasta,  indefinita e frammentaria è, nella contemporaneità, la modalità di fruizione del prodotto musicale (sulla questione Grammy sorvoliamo volentieri, poichè nessuno può in buona fede ignorare il meccanismo spartitorio di tale manifestazione).

Ha un bel gridare al “riflusso”: “il popolo giovanile, incoraggiato da un sistema mediatico votato al consumismo più sfrenato, sembra tornato a un’era pre-rock in cui la musica era soprattutto intrattenimento, magari licenzioso, qualche volta trasgressivo, ma pur sempre solo e soprattutto divertimento. Di nuovi gruppi rock ce ne sono, a centinaia, ma preferiscono un profilo più basso e aristocratico … si investe molto sui concerti, che ancora funzionano, soprattutto se sono vecchie glorie capaci di risvegliare anche nel pubblico giovanile il sogno, ormai tramontato, di una musica capace di far fantasticare, di parlare una lingua nuova, di risvegliare il nostro orgoglio di cittadini del mondo“.

Diamine!!!  Ma il rock è “aristocratico”! .. e, a modo suo, è anche “divertimento”, e la patetica parentesi ottantara del rock da stadio è una merda che tutti preferiamo dimenticare. Quante persone c’erano a vedere gli Stooges nel 1969? E i Velvet Underground? Dylan a Newport fu fischiato! E Muddy Waters davanti a quanta gente suonava? E i grandi raduni dei mitizzati “anni ’70” hanno lasciato strascichi significativi o quegli hippies si sono prontamente trasformati negli yuppies degli anni ottanta rendendo l’America quella discutibile potenza guerrafondaia che ben conosciamo? Cosa si rimpiange, i concerti degli U2  con gli stadi illuminati dagli accendini quando partiva “One”? Il Live Aid? Se tutto quello è finito, bene, non c’è da rimpiangere niente.

E quale è il problema se “il  successo di Fleet Foxes, Mumford And Sons e Bon Iver conferma un trend fortemente conservativo… non fanno che ripetere stili e modalità del vecchio rock, appena rinfrescate ad uso e consumo delle nuove generazioni“? Il “rock” è una musica popolare per persone particolari, e non ha necessità di vivere della retorica borghese (fin troppo borghese!) della “trasgressione” o della “innovazione” ! I Lynyrd Skynyrd sono li a dimostrarlo…

E qui potremmo abbandonare la stucchevole e (si, lo so..) biliosa polemica nei confronti del povero Castaldo se non fosse che l'”articolo” (v.o.p.r.) del bravo giornalista non sembrasse che una incredibile summa di due precedenti articoli usciti su…. udite udite… Il Giornale!!!!

Il primo, Scusate, nel 2011 il Rock dove è finito? a firma di Paolo Giordano, è del 15 Dicembre 2011 (da notare i nomi citati, quasi gli stessi, quasi nello stesso ordine), mentre il secondo, Indignados senza voce La nuova protesta non ha una colonna sonora  è del 5 Gennaio 2012 (il giorno prima del buon Castaldo) a firma del cattolico “reazionario”Alessandro Gnocchi che, a differenza dei luoghi comuni di Castaldo si lancia in citazioni un pò più ardite (Fugs, Jefferson Airplane,  Byrds, Sham 69, Sonic Youth, The Smiths) giungendo alle medesime conclusioni “a sostituire certe modalità di condivisione sono oggi i social network” su cui Castaldo modella “oggi le idee viaggiano in rete, la creatività ha trovato altre vie, si sfoga nella genialità di un cinguettio su Twitter” (apro l’ennesima parentesi, ma come si spiega il dissennato furore dentusiastico degli uomini maturi nei confronti delle “magnifiche sorti e progressive” delle innovazioni tecnologiche? Rituale apotropaico di allontanamento della Morte? Scusate ma quando sento “twitter” o “blogger” sblocco!!).

Ma la constatazione è reale, il nuovo movimento giovanile di “contestazione” (v.o.p.r.) non ha una rappresentativa “colonna sonora”, ne personaggi musicali di riferimento (è da un pezzo che diciamo che la musica non rappresenta più un cazzo!), eppure la questione, a ben vedere, non è esclusivamente riferibile all’ambito musicale, dove sono infatti i riferimenti letterari di questa generazione? Dove sono i Marcuse (l’avete mai letto? faceva cacare..) , gli Adorno, i Sartre (o, a destra,  i De Benoist). E, nell’arte, quali sono i corrispetivi contemporanei di Warhol, Liechtenstein, Oldenburg? E nella grafica? Chi è il Rick Griffin di oggi?  E le riviste di riferimento? Quali sono? Quale è oggi Il Re Nudo? e Maximum R’n’R? E quale film corrisponde oggi a If… o a Zabriskie Point o a Fragole e Sangue?

Possiamo uscircene anche qui con “è la rete che ha sostituito Althusser”?

I “writer” hanno sostituito Warhol?

Potremmo dire di si, ma peccheremmo di ingenuità. Quel tipo di approccio è infatti ormai definitivamente tramontato. L’esponenziale parcellizzazione della cultura (nelle forme e nei modi), la scomparsa delle “autorità”, che poi è un irreversibile movimento “individualistico”, ha chiuso la via a forme di pensiero “organizzato”, ha bloccato ogni riferimento “verticistico”, in favore di un indifferenziato magma (orizzontale) di proposte, brandelli di pensiero, spunti artistici decontestualizzati (siamo oltre il post-moderno, non è successo lo stesso alle religioni organizzate? Cosa è altrimenti tutto il movimento “New Age” se non una sorta di composto in decomposizione di scampoli di spiritualità perdute?) che mal si fanno rappresentare e che non si coalizzano identificandosi in modelli comuni.

Anzi, direi di più, ove ciò accade (Occupy Wall Street, Beppe Grillo, Wikileaks, Anonymous, Avaaz, la maschera di V for Vendetta, non a caso seriale e spersonalizzante..) è quasi sempre palese un meccanismo di strumentalizzazione e di celato controllo da parte di quelle entità sovranazionali che hanno interesse a controllare il dissenso incanalandolo su binari morti  e in definitiva inoffensivi.

L’Uomo, così “atomizzato” è inoffensivo. E’ invece piuttosto una generica “emotività” a tenere insieme questi “movimenti” che, per lo più si muovono “a comando”, ove convocati dallo stesso apparato mediatico che a parole contestano.

Bisognerebbe piuttosto chiedersi: esiste in questi “movimenti” una qualsiasi valenza “controculturale”?  Sono gli “indignados” un reale “movimento di protesta”?

Ma questa è tutta un’altra storia…. più seria.

Pepe “no future” Ramone

Lettura Consigliata: Simon Reynolds, Retromania

P.S. sarebbe bello fornirvi i link in cui abbiamo già trattato per tempo questi temi, (Indie: Cannibalismo Postmoderno, ad esempio, dove anticipavamo di un annetto le conclusioni di Reynolds) purtroppo le le forze del Lato Oscuro che prevalgono anche in questi lidi tengono l’archivio in queste condizioni … sorry….

( 6 Luglio 2012, è tornato! Indie: Cannibalismo Postmoderno )

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