The Stooges, Micah P. Hinson e l’ossimoro dell’avanguardia per tutti

Lo spettacolo cui si è assistito ieri (28/9/12) in piazza della Repubblica a Firenze in occasione del concerto gratuito di Iggy & The Stooges organizzato dall’Hard Rock Cafè, fa tornare di tragica attualità le riflessioni di questo vecchio, ingenuo,  profetico articolo… ove non a caso si citavano The Stooges: “…nel 77 nasce il punk, oggi, dopo 30 anni ogni ragazzetto delle ‘compagnie’ agisce e pensa da vero punk nichilista, gli Stooges o i Velvet nel ’69 suonavano davanti a quattro tossici, oggi Vasco Rossi riempie gli stadi ed occupa ogni pubblicità di telefonino..“.  Ma per cominciare,  il commento a caldo della nostra Giustina Terenzi e la riflessione di Ugo Benelli, uno dei nostri intellettuali di riferimento….Buona lettura…..

Giustina Terenzi: IGGY & THE STOOGES, UN CONCERTO MANCATO!!!.. E la necessità di fare pagare un biglietto. Un’ora a schivare bottiglie, punkabbestia, gente molesta capitata li per caso, tossici delle più svariate etnie, adolescenti in coca, misure di sicurezza risibili col servizio d’ordine preoccupato solo dela cosiddetta fascia vip. Su Ringo non mi esprimo. Chi dice che è stato bello è da ricovero. Quanti dei presenti conoscevano un pezzo degli Stooges ??? ps:mi sono dimenticata dei trafficanti napule’ e dei burini de li castelli. L’evento meno cool dell’ultima decade

Iggy Pop: cinquemila fan in delirio e una ragazza balla nuda sul palco (New Press Photo)Ugo Benelli: La domanda fondamentale che ci si pone è questa: ai nostri tempi l’alternativo si staccava nettamente dalla massa compatta ed uniforme che dalla politica degli anni settanta era passata all’edonismo degli ottanta. I giovani ai miei tempi erano davvero una massa monocorde ed ottusamente omogenea ove l’idendità era decisamente un lusso nonchè una sfida. Pochissimi riuscivano a conquistarsi il diritto/dignità di sfoggiare la differenza. Ieri sera ho visto una massa di giovani curiosamente eterogena nella propria nullità. Probabilmente dalla TV, dai reality, da FB (parlo come Mastella!?) hanno imparato la posa dell’identità, il gioco dell’identità. Anche qui l’elemento scorante è la totale mancanza di gerarchia spirituale tra i gruppi umani. Non soltanto di gerarchia reale ma anche di gerarchia fittizia, mitologica, immaginata. Ai bei tempi la massa inane dei paninari, che non erano una setta ma la totalità dei ragazzi che ridevano alle battute di Vastano, giaceva compattamente sotto di noi. Era moralmente inferiore. Era intellettualmente inferiore e come tale veniva detestata e snobbata. Percepivamo una nostra netta superiorità sancita dal fatto che eravamo fatalmente POCHI. Gli anni 90 con la loro facilità hanno sciolto le barriere purtroppo e tutti son stati invitati alla festa. Oggi tutti giocano ed essere se stessi e tutti sono indulgenti con tutti ma in fondo indifferenti a tutti. Col leggerezza si trastullano coi simboli dell’antagonismo e della conformità ostentando compiaciuti il convincimento che tutto è un po’ lo stesso, che tutti a loro modo si inventano e si reinventano così, liberamente. Ignari tragicamente che l’identità, la libertà, invece è sempre e comunque una forma di militanza, di disciplina, di vera differenza. E’ una cosa per pochi, “i pochi soltanto hanno valore” (Eraclito)

Micah P. Hinson e l’ossimoro dell’avanguardia per tutti (Firenze, 2 Febbraio 2007)

Ieri sera, giovedì 1 febbraio, m’è venuto in mente di fare un salto al Sintetika, simpatico ed apprezzabilissimo locale fiorentino che si sta distinguendo per una buona programmazione, il più delle volte orientata verso sonorità ‘indie’….

Meno male, direte voi, era l’ora !! …’che di rivedere Popa Chubby non se ne poteva più…. finalmente un posticino ‘vecchia maniera’ informale, assolutamente refrattario a velleità di ‘interior design’, zero aperitivi e zero baristi in coca, zero (dico ZERO!!) tacchetti e gel per capelli, prezzi popolari, nè troppo grande ne troppo piccolo, la zona segreta del vecchio Dopolavoro Ferroviario senza musiche stordenti….insomma, una Manna per questa città immobile e stantia.
Invece…..
invece accade che, anche grazie al sacrosanto aiuto di Controradio, il locale ingrana, ha un discreto successo fra gli appassionati di musica, infine, ahime, il verbo si spande alle malefiche orde degli studenti nullafacenti ed imbrocconi appassionati alla musica quanto ai trattati di microbiologia….fino al momento che ….

ok, torniamo a ieri, Micha P. Hinson è un personaggio fantastico, certo, non muove di una virgola i destini della musica, ma è capace di assicurare un tot di minuti di buona musica, non banale, a tratti genialoide a tratti intimista, il classico giovanissimo nerd scraniato che della musica ha fatto una ragione di vita, eppure…. eppure …

…eravamo già in troppi !!!
e qui giungiamo al punto, c’era troppa gente per riuscire a godere un concerto che necessitava di una situazione più intima, inconciliabile con risolini isterici, chiacchere da doposcuola, pavoneggiamenti e presenzialismi.

Dunque, se c’è poca gente, il locale va male e l’esperienza ‘alternativa’ finisce,
se il locale va bene, il gestore del locale è contento, l’appassionato di musica “abbandona la nave ” .

Cosa ne desumo?
Che l’avanguardia,  è inconciliabile col mercato.
che le avanguardie DEVONO restare confinate alle ‘elites’,
pena la vanificazione di ogni senso ed un ennesimo colpo alle regole del convivere civile.
L’avanguardia ha il compito storico di evidenziare contraddizioni, di sfidare i limiti, ma il suo esito è ahimè quasi sempre dissolutorio e nichilistico, il sogno diventa presto incubo.
Fate mente locale, nel dopoguerra nasce l’arte informale, appena il suo linguaggio diventa di dominio pubblico MUORE l’arte figurativa, nel 77 nasce il punk, oggi, dopo 30 anni ogni ragazzetto delle ‘compagnie’ agisce e pensa da vero punk nichilista, gli Stooges o i Velvet nel ’69 suonavano davanti a quattro tossici, oggi Vasco Rossi riempie gli stadi ed occupa ogni pubblicità di telefonino,  Andy Warhol teorizza il ‘1/4 d’ora di notorietà per tutti’? e ora lamentatevi dei Reality Show !!!

un ringraziamento a Ernesto De Pascale che aveva già dato forma al pensiero ‘siamo già in troppi’ al Manila di Campi Bisenzio A.D.1981

PEPE (Search & Destroy) RAMONE

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12 risposte a The Stooges, Micah P. Hinson e l’ossimoro dell’avanguardia per tutti

  1. koenig m. b. ha detto:

    Totalmente d’accordo con Ugo Benelli,ho ben chiaro il suo significato,da ragazzo per affermare la mia differenza,ero praticamente costretto a fare a botte,un giorno si e l’altro pure,nonchè subire le invidie e gli screzi degli omologati.Vero è che quelli d’oggi,per quanto più dinamici possano essere(forse)sono vuoti dentro,ma non mi sento di colpevolizzarli più di tanto,perchè noi perlomeno un senso di appartenenza lo avevamo,a loro manca,e se l’hanno è praticamente fasullo,talmente soggiogati dal sistema.Vedo poche cose buone se si continua cosi’
    Un saluto a tutti. Koenig m.b.
    P.s.vi seguo sempre,buon lavoro.

  2. Maurizio Armonico ha detto:

    Chi cercava il pubblico del Maggio Fiorentino al concerto degli Stooges ha sbagliato indirizzo quella sera….Credete che al Michigan Palace il 9 febb 74 a Detroit ci fosse gente migliore?
    Credete davvero che dieci eu o venti avrebbero scremato soggetti e comportamenti al concerto di……IGGY and THE STOOGES?!!
    Quanto all’ elitismo di qualcuno’altro(Ugo Benelli) poteva starsene tranquillamente a casa quella sera a vedersi solo o in buona compagnia di max 3 amici i pezzi migliori degli Stooges sul Tubo…Parlare invece delle carenze organizzative sarebbe utile assai xchè quello era un concerto da nn fare in Piazza della Repubblica ma alle Cascine con un palco più alto un impianto migliore e due maxi schermi laterali ed una security adeguata…ma invece per esigenza pubblicitarie…
    ..hanno voluto farlo in piazza con il risultato di rendere invivibile a quasi tutti il concerto…x la cronaca io ho visto,se così si può dire, il concerto dalla vetrina di Zara…
    Finale:organizzazione criminale !!

    Ps:nn vi seguo più da tempo e continuerò a farlo…senza rancore

  3. Salmaster ha detto:

    Da buon vecchio istintivo e passionale scrivo di getto sulle sensazioni che mi ha suscitato il commento di Giustina Terenzi sul concerto di Iggy Pop. Premesso che secondo me piazza della Repubblica non era il posto giusto per l’evento, la verità è che mentre 30 anni fa i punk erano di moda e vestiti strani, adesso ai vecchiucci dell’avanguardia danno fastidio. Non a caso l’unico vero punk, il vecchierello sul palco, si è divertito tantissimo. I punk, già nel ’77, si facevano di qualsiasi cosa, tiravano le bottigliate, sputavano e vomitavano sulla gente e i servizi d’ordine avevano difficoltà a contenerli. Io mi sarò trovato in un’isola particolare della piazza ma i ragazzi dai 18 ai 30 che avevo intorno ballavano e cantavano a squarciagola No Fun, I wanna Be Your Dog e tutti gli altri brani. Di cosa ci vogliamo lamentare? I punk non hanno più le creste o gli anfibi, sono diventati un fenomeno di massa: si chiamano coatti, adolescenti ubriachi, gente cotta di alcol e cocaina. Credo che Ranxerox e Lubna al concerto si sarebbero divertiti

  4. gt ha detto:

    creste? nel 1967?? mmh la vedo difficile….
    ad ogni modo, indipendentemente da come la si pensi, mi sembra (ahimè ancora una volta) che non sia stato capito il senso dell’articolo di pepe, e si che non mi pare scritto ‘difficile’…..
    Ossequi
    giustina terenzi

  5. Salmaster ha detto:

    Anche a me pare dura che esistessero creste nel 1967 e infatti nessuno l’ha scritto…
    Quanto all’ “avanguardia”, dopo aver riletto e con molte difficoltà, per mie evidenti carenze, capito il non “difficile” articolo, penso che sia (per fortuna non tutta e naturalmente esclusi i presenti per carità) supponente, intollerante ed anche un tantino razzista.
    In fondo di che cosa sarebbe avanguardia se non esistesse la vituperata retroguardia? Spesso i gestori dei locali che inizialmente sono d’avanguardia sono gli stessi avanguardisti che poi quando il locale diventa di massa di certo non chiudono ma sono ben contenti di guadagnarci.
    In un mondo destinato al melting pot gli avanguardisti si sacrificheranno e resteranno distanti dalla massa a chiedere un biglietto e magari anche un posto numerato, per uno dei pochi eventi gratuiti, anche se svolti nel posto sbagliato, che c’è stato in città.
    Per concludere è per questo che l’avanguardia (per fortuna non tutta e naturalmente esclusi i presenti per carità), come a Pepe Ranxerox mi fa un po’ cagare.
    Questo è tutto quello che ho da dire sull’avanguardia.

    Forrest Salmaster
    P.S. http://www.youtube.com/watch?v=rJINPpCfxcc

    • Hemmm… prima di dare di “razzista” a qualcuno dovresti pensarci un pò su, dato che di me (o degli altri scriventi) non sai nulla. Quanto alla “avanguardia” ed alla “retroguardia”, credo ci sia un evidente fraintendimento. Il punto non è la critica della “retroguardia” è che quella presente al concerto non appartiene nè l’una nè l’altra categoria, è solo gente attirata lì per caso dal “gratis” e non dalla proposta, poteva essere un rave o la più triste delle feste universitarie, sarebbero stati lì comunque, soprattutto perchè attirati dal tam tam della grande industria dell’intrattenmento (Virgin, Hard Rock Cafè, in definitiva dal “capitalismo globalizzato”). Faccio volentieri a bottigliate e non mi disturbano gli sputi (disprezzo di più le Tribune Vip), ma permettimi di scegliere con chi fare a bottigliate. Vedi, ho grande rispetto per la gente di una certa età, a patto che capisca quando le categorie con cui analizza l’esistente sono invecchiate con lui.

      • Salmaster ha detto:

        Categorie…. trafficanti napule’…. burini de li castelli….
        Faccio notare che per quanto molesti, loro e gli studenti rimorchioni interessati alla musica quanto ai trattati di microbiologia o a loro assimilabili sono , diciamo purtroppo, una quantità considerevole di persone e forse, ridiciamo purtroppo, la maggioranza. Lavorando in una radio che si occupa, oltre che di musica, di cultura e comunque di sociale, anche con loro vi dovrete confrontare. Tutto qua.
        Adesso devo proprio andare: mi stanno aspettando alla bocciofila della casa del popolo per il torneo…

      • 😉 occhio ai legamenti, che le bocce son pesanti….

  6. Ugo Benelli ha detto:

    Io sono il tenore Ugo Benelli desidererei sapere chi è quel tale signore Ugo Benelli di xcui si parla….una mera curiosità. GRAZIE !

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