Un articolo pubblicato alla chetichella sul più diffuso giornale italiano smentisce anni ed anni di propaganda sulla teoria del “Riscaldamento Globale” generato dal CO2 citando studio realizzato da Rowan Sutton e Buwen Dong dell’Università di Reading, in Gran Bretagna, e pubblicato su Nature Geoscience
Ormai da decenni non passa giorno senza che la teoria del “Riscaldamento Globale di origine antropica” (per gli amici “Anthropic Global Warming”) sia ribadita attraverso ogni genere di avvertimenti, notizie “scientifiche”, summit, documenti ufficiali, protocolli, denunce, film, spot ed ogni genere di eventi creati ad hoc. Il sunto della teoria è: la terra si sta riscaldando progressivamente, la colpa di questo processo sono le emissioni di CO2, le conseguenze sarebbero i “cambiamenti climatici” (siccità, inondazioni, tornadoes, eventi catastrofici …). La notizia è stata così tanto ripetuta e ribadita che cercando sul più letto giornale d’Italia (La Repubblica) le citazioni della sigla “CO2” si ottengono la bellezza di 5.482 risultati (vedere per credere). In realtà la teoria mostrava già diverse crepe, evidenziate negli ultimi tempi dal caso “climategate” e dal retromarcia di uno degli stessi “padri” della teoria, James Lovelock.
Dopo coatanto battage, proprio oggi (7 Ottobre 2012) sullo stesso giornale, e senza sentire l’esigenza di una qualche “giustificazione” o di scusa nei confronti di coloro che, dubiosi sulla teoria, venivano etichettati come “Negazionisti”, esce un articolo di soppiatto in cui tutto questo viene ribaltato attribuendo il suddetto riscaldamento a “ciclici periodi di riscaldamento”.
Bene, ne prendiamo atto! Resta da capire allora a cosa servono i ciclopici programmi di Geoingegneria cui si dedicano magnati, tecnici e scienziati ai massimi livelli. A Voi le ipotesi…
Addio estati torride in sud Europa?
Presto potrebbero tornare più miti
Uno studio inglese mette in relazione i mutamenti che dagli anni ’90 hanno reso i mesi estivi più piovosi al nord in Europa, e più caldi e secchi al sud, con un’oscillazione nelle temperature dell’oceano Atlantico. Ma tutto potrebbe cambiare a breve, con il raffreddamento delle acque oceaniche.
L’ESTATE appena passata è stata una delle più calde di sempre 1. Temperature torride, ben al di sopra della media, città infuocate e poca tregua anche al mare. Anche negli anni precedenti non è andata tanto meglio: il sud dell’Europa è ormai abituato a mesi estivi roventi. Ma tutto questo potrebbe cambiare: lo suggerisce l’andamento delle temperature dell’oceano Atlantico. Dopo un periodo di riscaldamento che, a partire dagli anni ’90, ha reso le estati europee sempre più piovose e moderate al nord e molto calde e asciutte al sud, lo studio realizzato da Rowan Sutton e Buwen Dong dell’Università di Reading, in Gran Bretagna, e pubblicato su Nature Geoscience 2, prevede un periodo di raffreddamento delle acque oceaniche che avrà ripercussioni sul clima europeo.
Incrociando una serie di dati relativi alle temperature delle acque dell’Atlantico e il clima europeo, i ricercatori britannici hanno osservato una stretta correlazione tra i ciclici periodi di riscaldamento dell’oceano e le ‘anomale’ estati europee, registrate tra 1930-1960 e a partire dai primi anni ’90, che portano a pensare che l’Atlantico giochi un ruolo chiave nei mutamenti del clima in Europa.
Le estati torride rimarranno con noi finché l’Atlantico resterà insolitamente caldo. Ma la situazione potrebbe presto cambiare, e in modo repentino. Basandosi su una transizione precedente, i ricercatori sottolineano che un ritorno ad un abbassamento delle temperature atlantiche potrebbe avvenire in modo rapido. Con un conseguente cambiamento repentino del clima europeo, come avvenuto nel trentennio precedente, e con estati finalmente più miti sul Mediterraneo.
(07 ottobre 2012)
scovato e selezionato per voi da PEPE RAMONE